Biografia

Isaia Mori Inizia lo studio della chitarra classica nel 1992 con la maestra Elena Baronio, per poi continuare uno studio sempre più specialistico con il concertista Giulio Tampalini. Nell'anno 1998 con l'amico Alfredo Andreoletti fonda i Nunc Bibendu Est. Da subito i loro concerti ska attirano numerosi fans, forse perchè propone un "genere nuovo" per i bresciani, tanto che già nel 2000 la band raduna centinaia di persone per un indimenticabile esibizione di oltre 2 ore alla festa di Radio Onda d'Urto.La frontilne dei nunc presentava Isaia Mori(voce e chitarra) Alfredo Andreoletti(Percussioni e Voce) Andrea Casarotto e Stefano Conti(Batteria) Stefano Caprini(Tastiere) Alessio Guitti(chitarre psicadeliche) Rudi Tanzi e Daniele Valli(Basso). Nello stesso anno escono i primi 2 singoli – "John Lennon c'è" e "Buna". L’anno seguente è la volta dell’album d’esordio L’uomo che faceva esplodere i lampioni (Happyman records/White’n black),prodotto da Rudi Tanzi, di cui Isaia Mori è autore di quasi tutte le tracce. Quello che probabilmente è stato il primo (e forse l’unico…) concept album nella storia dello ska permette alla band di comparire in numerose compilation, tra cui quella del mensile Rocksound. Numerose ed incoraggianti sono le recensioni sulla stampa specializzata, tanto che la prima tiratura di mille copie viene esaurita in pochi mesi ed è necessaria una ristampa di altre 500, anche quelle terminate. Il 2002, oltre a segnare il culmine dell’attività live con oltre 50 concerti, viene ricordato per la realizzazione del videoclip "L'uomo che faceva esplodere i lampioni", diretto da Stefano Canzio e prodotto da Paolo Soravia, con la partecipazione della squadra di football americano dei Bengals. La loro hit "Sant'Eufemia", è dedicata al piccolo centro bresciano, fulcro culturale e musicale di quell'epoca,(oltra ai Nunc, da qui incominciarono anche Skarafaggi e Terzo Nome in spagnolo) diventa la colonna sonora di due stagioni: chiunque abbia qualcosa a che fare con la vita giovanile della città e la sua sottocultura la sa a memoria! E come dimenticare "Abbraccia lo sbirro" (frase che è divenuta un graffito in zona San Faustino a Brescia), l'onnipresente slogan di numerose feste studentesche, manifestazioni e delle occupazioni delle scuole di quegli anni. Memorabile il concerto al palatenda di spalla ai Meganoidi: al soundcheck i Nunc cantano "Buna" mentre l'allora ministro (per la prima volta ma non ci ricordiamo di che partito fosse!) Melandri passa accanto al palco divertita ma senza capire nulla del pezzo che è in bresciano. Dopo un'ora di fantastico concerto animato anche dalla presenza del Sega (insolita figura di clown/cantante/aizzatore di folle), proprio su S.Eufemia, 70 persone, tra le quasi mille che assistono al concerto, scavalcano le transenne e assaltano il palco per ballare con la band, facendo imbufalire gli organizzatori davanti a degli attoniti Meganoidi. L’anno successivo è quello della consacrazione: la band apre i concerti di Bambole di pezza, Selecter al Live club, Ganjamama, Roy Paci al Fillmore, si esibisce in una serie di showcase nelle Fnac e per la prima volta varca le frontiere con due minitour in Germania. E’ il momento di pensare al nuovo album, ma sorgono anche i primi dissapori, sia a livello umano che artistico, tanto che le registrazioni di "5 milioni di antenne sui tetti di Londra" vengono interrotte dopo che sono stati completati solo 6 pezzi. Isaia Mori nel 2004,oltre a laurearsi in cinematografia al Dams, con l'aiuto di Stefano Caprini e Daniele Valli (rispettivamente tastierista e bassista dei Nunc) e fonda gli 00talpa, progetto che viene subito abbracciato dai mitici fratelli Poddighe, Carlo e Andrea, veterani della scena rock alternativa bresciana,che andranno a completare la formazione di questa band.Sono questi gli anni dove Isaia impara il mestiere del musicista, cimentandosi insieme alla sua nuova band nei generi più disparati, sperimentando tecniche e sonorità proprie di altri generi e contaminandole con lo ska nelle sue originali composizioni.Isaia & gli 00 Talpa sono così.Come una squadra di calcio che al posto degli schemi manda a memoria i film di Bud Spencer e Terence Hill e la commedia all’italiana stile Bombolo.Nella loro sguaiataggine studiata e divertita, nel loro non-sense spinto all’estremo del gusto (buono o cattivo che sia: dipende dai punti di vista) c’è uno spirito goliardico che riesce a strappare applausi e sorrisi. C’è un’abbuffata di ironia acida e trascinante, un'apertura mentale che trova sfogo in un miscuglio di influenze. Senza paura di ridersi addosso, senza falsi snobismi. Nel dicembre 2004 registrano il primo disco "Babbo Natale Show" nei Silver Poddu Studio.In questo lavoro i testi risultano essere pungenti e dissacranti. Basti pensare a "Antonio G",dove viene narrata la storia vera di un uomo che viene costretto dalle contingenze della vita a fare una pazia in una banca(storia peraltro che Paolo e Luca, un anno dopo, riprenderanno per un loro film"...e se domani"),oppure alla Title Track Babbo natale Show, in cui un uomo decide di farsi saltare in aria soffocato da una crisi economica e spirituale che lo sta logorando. Nel 2007 è la volta di Congo, secondo lavoro degli 00talpa.«Congo» propone l’hard rock dei Deep Purple e la comicità di Cochi e Renato («Il tuo funerale»), una «Spirit in the sky» in salsa country-blues («Anzianità»), ma anche le sigle degli anni ’70 rivedute e corrette («Supergulp» diventata «Superbriù») e suggestioni swing ‘n roll («Piccola», «Evasione»). Deliziosa la versione reggaeggiante, sghemba e alcolica di (Mi sono innamorato di) «Marina», orecchiabile quanto «Vola con noi». Profuma di Giamaica pure «Bottiglia e cenere», canzone scritta da Andrea Amati,affermato autore, che richiama alla mente gli Africa Unite. Nel 2010 esce l'ultima fatica discografica delle talpe, "Tutto Sboretor", affresco della fallimentare situazione politica italiana all'inizio del terzo millennio. La forza degli 00talpa sta nello spettacolo live, energico e coinvolgente. Nel corso degli ultimi 7 anni le talpe anno all'attivo svariate centinaia di concerti sparsi per la Lombardia e fuori. Di alcuni pezzi realizzano dei videoclip(Mori, ha studiato Cinema) che nella rete diventano subito cult: "Amo mia moglie" e "I tuo funerale"...in cui appaiono sempre più evidenti le doti artistiche di Davide Priore, in seguito Show Man in diverse puntate di Chiambretti Night. Nel 2009 parallelamente agli 00talpa, Isaia Mori comincia a suonare per le strade d'Italia in stile Busker con un nuovo progetto, La Radio Clochard. La band “Isaia & l’ Orchestra di Radio Clochard”, propone canzoni dal carattere popolare ricche di melodie, sostenute da un ritmo coinvolgente forte di emozioni perché semplice e immediato.I radio Clochard traggono ispirazione dalla strada e ne cantano la vita: una vita fatta di gioie, amore e dolori di persone comuni.Storie verosimli, tragedie semi serie, fantasticherie di ogni sorta tra tirate Caountry (La Ballata di Donald) e momenti più intimi e riflessivi(Aspettando l'Una, Milonga della Democrazia). Un supergruppo che schiera sul palco una formazione del tutto acustica:Chitarra Voce(Isaia Mori), Violino(Stefano Zeni), Banjo(Antonio D'Alessandro), Tromba (Max Pietta), Fisarmonica (Stefano Caprini), Basso (Federico De Maria), Batteria (Gianni Paolo Decca). Il 22 maggio 2010 esce ufficialmente il primo lavoro discografico dal titolo “Lo spacciatore di serenate” per la giovane etichetta indipendente “Edizioni Diffusione Arte” ; il 7 aprile 2011,presenta in uno show il videoclip della canzone “Aspettando l’Una”. Il 13 dicembre 2011 pubblica un disco dal vivo "Barcollo, ma non crollo...Live!"(Edizioni Diffusione Arte) fotografia estiva della frenetica attività concertistica tipica della band. Nel novembre 2010,Mori sempre attento alle questioni sociali, racconta in una canzone cronaca(La Gru) la storia dei ragazzi immigrati che per rivendicare i propri diritti, si arrampicarono sulla gru della metropolitana di Brescia...in seguito a questi avvenimenti Isaia e L'orchestra RadioClochard ebbero la fortuna di conoscere e condividere il palco durante una serata con il premio nobel Dario Fo. Nel dicembre 2011 partecipano con un brano(Maja Fem) dedicato al coraggio e alla professionalità dei pompieri, all'undicesima edizione del "Goi De Contala?", nota compilation dialettale bresciana.